sabato, 15 dicembre 2007
14:40

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LA PROFEZIA DEL CAIMANO (?)

Archiviato da Murrow in: politica italiana, circo
BOLOGNA - Senatori della maggioranza pronti a votare no alla legge Finanziaria sono stati "intimiditi e interrogati dai pubblici ministeri con interrogatori durati anche otto ore il giorno prima del voto". Lo ha detto Silvio Berlusconi nel comizio tenuto a Bologna riferendosi al voto alla Finanziaria nel primo passaggio al Senato circa un mese fa e parlando dell'inchiesta della procura di Napoli rivelata da Repubblica.

Durante il comizio, il Cavaliere è stato accolto prima da cori come "scemo" e "buffone", anche un cartello con su scritto: "B.fatti processare". Poi anche Bologna "la rossa" ha fatto prevalere applausi e ovazioni. Berlusconi, oltre a parlare dell'inchiesta della procura di Napoli, ha scandito i tempi di nascita e formazione del partito del Popolo della Libertà (l'acronimo resta Pdl). "Siamo al 38 per cento" ha ripetuto citando i sondaggi. E poi: "La differenza tra noi e la sinistra è che noi abbiamo il sole in tasca".

Ancora contro la magistratura - Il Cavaliere spiega di avere ricevuto a cena qualche esponente dell'opposizione e di avere utilizzato "un metodo maieutico socratico, usando parole di estrema correttezza, facendo ciò che un politico deve sempre cercare di fare: convincere gli altri". "Qualcuno di questi senatori - ha aggiunto - è stato interrogato e intimorito dai pubblici ministeri, con interrogatori durati anche 8 ore". Erano almeno "una decina i senatori che mi avevano promesso che si sarebbero ribellati al voto di gruppo, soprattutto alcuni della Margherita. Volevano costituirsi in un gruppo autonomo, volevano votare liberamente dando il loro no alla finanziaria". Invece, ha detto, "qualcuno di questi senatori è stato pedinato, filmato mentre veniva a casa del capo dell'opposizione. Qualcuno di questi senatori è stato interrogato e intimorito dai pubblici ministeri con interrogatori durati anche 8 ore.

infine l'apoteosi mistica

"Vi nominerei missionari della libertà" - Parlando del nuovo soggetto politico il Cavaliere pronostica un futuro radioso. "Noi siamo diversi dalla sinistra, siamo ottimisti, abbiamo il sole in tasca e lo doniamo" ha detto spiegando che "sappiamo scherzare, ridere e ridere di noi stessi". "Se avessi uno spadone - ha aggiunto lo batterei sulla spalla non quella sinistra ma quella destra e nominerei ciascuno di voi missionario di libertà".



vedere filmato a lato
mercoledì, 12 dicembre 2007
13:47

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Luttazzi

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Dal sito di Daniele Luttazzi. 

Al Direttore di Repubblica:

è disarmante vedere firme celebri annaspare di fronte alla satira e alla sua natura. Quello della volgarità, da sempre, è il pretesto principe di chi vuole tappare la bocca alla satira. Che sia chiaro una volta per tutte ( i furbastri più o meno interessati mi hanno un po’ stufato ): la volgarità è la TECNICA della satira. Con questa tecnica, la satira esprime idee e opinioni. Censurare la satira ( in nome del cattivo gusto o di altri princìpi volatili e capziosi ) è censurare le opinioni. E’ fascismo. Chi si attarda in disquisizioni sul buon gusto è un censore. Punto. L’unico limite lo stabilisce la legge: diffamazione, calunnia. La satira è arte: o è totalmente LIBERA, o non è satira. Se io parlo del sostegno immondo di Ferrara alla guerra criminale di Bush, Blair e Berlusconi in Iraq, e voi vi scandalizzate dei toni satirici invece che di Abu Grahib o del napalm a Falluja, la vostra scala di valori è corrotta. Era questo il significato di quel monologo. Come volevasi dimostrare.

Daniele Luttazzi

Più chiaro di così si muore.
Per chi volesse esprimere un pensiero in riguardo all'ex editore di Luttazzi, che si è appena privato del programma che faceva più ascolto dell'intero palinsesto:


programmi@la7.it

http://www.la7.it/community/scrivici/index.asp


sabato, 08 dicembre 2007
18:40

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L'abito fa il monaco, ma la sinistra non lo capisce, e veste Tafazzi

Archiviato da Murrow in: politica italiana, circo
La comunicazione è fondamentale in politica, anche fisica, gestuale e perchè no, nel modo di presentarsi, di vestirsi che comunque lancia sempre un messaggio inequivocabile.

Qualche esempio, partendo da Lui che sull'argomento da diverse lunghezze a tutti .



 
                          
 Forza Italia
 Doppiopetto, tipo Valentino
 Messaggio: sono un uomo di successo straricco e autorevole.                                                             





 Partito del Popolo delle Libertà
 
Giacca e t-shirt, tipo Armani
 Messaggio: basta con i parrucconi in doppiopetto, sono uno di voi.




e nella coalizione di governo?



questo che messaggio comunica?
e rispetto all'immagine, i contenuti?

Parliamo della sua grande sensibilità politica e senso democratico, che si concretizza nella frase "o così o me ne vado" dall'alto della sua "armata di tre senatori" come l'ha definita Sartori, riesce a cancellare completamente dall'agenda la finanziaria per discutere di una norma innocua contro l'omofobia.
Il resto della maggioranza?
Litiga, ovviamente.
Ci fosse UNO dico UNO in grado di tenere l'agenda politica e l'attenzione dei media sulle cose che contano davvero, uno con un pò di criterio, di lungimiranza, anche di opportunismo e pragmatismo cinico se vogliamo.
Non c'è.
Incapaci e tafazziani, come sempre.
mercoledì, 05 dicembre 2007
14:59

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Il Partito nato dal Basso

Archiviato da Murrow in: circo


Si sono svolte nel week end appena passato le operazioni di "voto" relative alla scelta del nome del "nuovo" soggetto politico del Basso Cavaliere.  Il giorno della "rivoluzione del predellino" come ormai è nota ai commentatori politici in cui il Basso Cavaliere in piedi sul predellino di una Mercedes (ma del popolo) annunciò che Forza Italia dopo 13 anni si sarebbe sciolta in un nuovo soggetto politico. Nessuno della base forzuta ne sapeva un tubo, giorni passati a raccogliere firme per "mandare a casa prodi" per poi scoprire che era un plebiscito per il Capo, per dargli la possibilità di lanciare la nuova "cosa" forte di alcune centinaia di miliardi di firme.
Ovviamente tutti entusiasti, nessuna incertezza, nessuna grossa defezione, "il popolo" adorante lo segue senza un ma, senza un'esitazione. Monarchici.
Ma i colpi di scena con il Basso Cavaliere non finiscono certo il primo giorno, dopo un paio di giorni registrato il diniego (facilmente prevedibile) degli ex alleati a farsi fagocitare da questo globulo bianco impazzito, si cambia e non si parla più di sciogliersi, ma di federarsi. Con chi, non si sa, c'è rimasto giusto Rotondi, il campione  europeo 2006 di opportunismo, un democristiano che ha fatot una lista elettorale con i socialisti che stavano con lui a destra, per non rimanere fuori dal parlamento.
Ovviamente i Monarchici plaudono anche a questa "geniale" mossa di questo "animale politico", poco importa che da un giorno all'altro sia passato dalla difesa del maggioritario alla volontà di un accordo sul proporzionale, quisquilie, pinzillacchere, avrebbe detto Totò.
Quale sia la differenza tra FI e PdL non si sa, ma tant'è, sia fatta la Sua Volontà così al gazebo come in parlamento, che sicuramente c'è una grande idea dietro. Monarchici.
Il Basso Cavaliere successivamente lancia una nuova raccolta di voti, per scegliere il nome del partito, che potrà essere, siccome è un partito "nato dal basso" tra Partito delle Libertà e Popolo delle Libertà (l'importante chiaramente è mantenere la sigla PdL), ovviamente il Popolo delle Libertà segue il suo leader che aveva detto chiaramente che il nome per lui doveva essere POPOLO delle libertà, che sennò parliamoci chiaro, l'effetto peronista va a farsi benedire.
Cosa c'entri tutto questo con la politica, non si sa, dato che nel one man show del Basso Cavaliere sono previsti solo applausi, non ci sono contrari e il colpo di teatro è la mossa in assoluto che riscuote più successo, molto di più che una proposta di legge o una posizione espressa su un grande tema.
Salutiamo la definitiva dimostrazione che in Italia  c'è una buona fetta di Monarchici, che spariti nella vergogna grottesca della propria inadeguatezza i rappresentanti dei Savoia,  li hanno sostituiti con questa specie di Re Sole dei moderati (ma estremisti) di destra (ma di centro).
Il significato stesso della parola "moderati" nel calderone del berlusconismo perde completamente di significato per tutto il paese. Come si fa a spiegare a un Monarchico che non è un moderato perchè appoggia un partito che è passato da non riconoscere il  risultato delle elezioni a cercare vie extraparlamentari per forzare la mano alla maggioranza di governo e farlo dimettere?
"Il partito sono io" sembra dire Berlusconi con questa mossa, che spazza via correnti e colonnelli per rimarcare il fatto che si tratta di un'espressione politica legata al culto della personalità di un uomo, lui.
Il partito (anzi il popolo) è lui, solo lui, nient'altro che lui, un partito nato dal Basso, appunto.